24 Mar 2016

Educarsi all’istinto

acquista il numero 19 del saper bere in versione digitaleDalla degustazione razionale all’assaggio sensibile, dalle libere associazioni alla formalizzazione del pensieroRoma, agosto 2014. Due giorni con Sandro Sangiorgi a parlare di educazione: al vino, all’istinto, all’ascolto, di se stessi in primo luogo. Il pensiero è chiaro: l’esperienza dell’assaggio è il punto di partenza per guardarsi dentro e fare luce sul nostro modo di esistere. Può sembrare quasi una terapia, e forse lo è. © Myriam

29 Feb 2016

Parlare di vino

Questo articolo, necessariamente, si compone di impressioni e suggestioni: perché qualsiasi tentativo di fare del positivismo o della scienza su questo argomento significa snaturarlo. Se la viticoltura è una scienza, e se crismi di scientificità possono esistere perfino nei preliminari della degustazione, sarebbe fuorviante pensare di potersi accostare al vino senza essere alla ricerca, innanzitutto, di qualcosa di molto importante a cui non si sarà mai in grado di dare un nome preciso. 

24 Nov 2015

Il gusto è il fondamento della critica

Giudizio, dall'Iconologia di Cesare Ripa   Il gusto è il fondamento della funzione critica. Senza di esso non si hanno basi per la critica. Un giudizio che non esprime un sentimento personale è moralistico. Per esempio, un critico che approva o disapprova un pezzo teatrale in base alle idee che questo esprime, e non stabilendo se gli è piaciuto o no, dà un giudizio morale e non critico. Se il gusto personale di un critico

16 Nov 2015

Epistenologia. Il vino e la creatività del tatto

Possiamo partire da una domanda tipicamente filosofica: cominciamo col chiederci “cosa” sia “il” vino. Ma il vino è una cosa? È un oggetto? Ed è un oggetto naturale o un oggetto culturale? Questa domanda è già nel cuore del dibattito, al tempo stesso antico e moderno, su come il vino debba essere inteso, soprattutto da parte di chi lo fa. È di solito una domanda relativa al fare vino. Vorrei qui suggerire che la domanda

L’invenzione della gioia

«Se pensiamo alla nutrizione come a una sorta di varco obbligato, al quale non è necessario dare attenzione, è chiaro che non riusciremo mai a crescere come persone. È vero che si tratta in sostanza del processo in cui le proteine si strutturano e le cellule si rinnovano, ma in realtà se ne può riconoscere una parte più intima, non immediatamente percepibile dai nostri cinque sensi materiali, che potrebbe rivelarsi scoperta e incustodita, non protetta.

20 Ott 2015

Il declino della michetta

Caravaggio, La cena in Emmaus, 1601 (Londra, National Gallery) La michetta ha sempre rappresentato, nel mio immaginario, un simbolo del cibo delle mie parti1. Da piccolo la mangiavo a colazione nel caffellatte, all’ora della merenda da sola o con salumi, come compagna del pranzo o della cena per fare scarpetta (puciare), oppure nel ruolo di pranzo o cena essa stessa, se ben imbottita. C’erano due versioni: una vuota – con salumi grassi, il mio ideale

24 Apr 2015

Anomalie del Saper bere

Solo smascherando il mito della sostituzione nelle attività quotidiane l’uomo potrà riappropriarsi dei saperi Nell’articolo All can be lost di Nicholas Carr (l’autore di Google ci rende stupidi?) apparso sul «The Atlantic» recentemente, l’autore apre ricostruendo la dinamica di un volo aereo finito in tragedia nel febbraio 2009, nello stato di New York. Un volo interno, tratta breve dalla routine consolidata, in cui il computer di bordo si occupa pressoché di tutto. In fase di atterraggio

16 Apr 2015

editoriale 19 – Il gusto della scelta

Un maestro offrì al suo discepolo un melone. “Come ti sembra?” gli domandò. “Ha gusto?”. “Oh, sì! Un gusto squisito!” rispose il discepolo. Il maestro gli pose allora questa domanda: “Dov’è il gusto, nel melone o nella lingua?”. Il discepolo rifletté e si addentrò nei meandri di un complesso ragionamento: “Il sapore deriva dell’interdipendenza, non solo tra il gusto del melone e quello della lingua, ma anche dall’interdipendenza tra…”. “Stolto! Tre volte stolto! — lo