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5 Gen 2017

Pane per il 1945 – Novella Cantarutti

Safet Zec II nostro è tanto impietoso e vorace che non sembra più tempo d'uomini, e le feste con la bardatura profana dei loro rituali, hanno un riso che, in fondo, sa perfino di beffa. Non è tuttavia per ricerca di conforto che la memoria va a frugare indietro in tempi non capaci di darmene: solo mi torna in bocca il sapore del pane e rivedo Fausto che ce lo portò, la mattina di Capodanno

7 Dic 2016

editoriale 22 – Un nome, un abito

Gianluca Corona, Distanza I, 2012   Par le nom conoist en l’ome. Chrétien de Troyes   Un simbolo, o un discorso di simboli, era l’antico abito, un colpo d’occhio e si sapeva quale destino portava l’uomo, voglio dire da quale destino era portato. Cristina Campo   Questo numero tratta dell’aspetto più visibile e visivo del vino, il più necessario e il più superfluo. Necessario nella forma, perché imposto a norma di legge; superfluo nella sostanza,

La realtà acquista un linguaggio nuovo ogni qualvolta si verifica uno scatto morale, conoscitivo, e non quando si tenta di rinnovare la lingua in sé, come se essa fosse in grado di far emergere conoscenze e annunciare esperienze che il soggetto non ha mai posseduto. Se ci si limita a manipolare la lingua per darle una patina di modernità, ben presto essa si vendica e mette a nudo le intenzioni dei suoi manipolatori. Una nuova lingua deve avere un modo nuovo di incedere, il che può accadere soltanto se un nuovo spirito la abita.


(Ingeborg Bachmann)