5 Gen 2017

Pane per il 1945 – Novella Cantarutti

Safet Zec II nostro è tanto impietoso e vorace che non sembra più tempo d'uomini, e le feste con la bardatura profana dei loro rituali, hanno un riso che, in fondo, sa perfino di beffa. Non è tuttavia per ricerca di conforto che la memoria va a frugare indietro in tempi non capaci di darmene: solo mi torna in bocca il sapore del pane e rivedo Fausto che ce lo portò, la mattina di Capodanno

20 Ott 2015

Il declino della michetta

Caravaggio, La cena in Emmaus, 1601 (Londra, National Gallery) La michetta ha sempre rappresentato, nel mio immaginario, un simbolo del cibo delle mie parti1. Da piccolo la mangiavo a colazione nel caffellatte, all’ora della merenda da sola o con salumi, come compagna del pranzo o della cena per fare scarpetta (puciare), oppure nel ruolo di pranzo o cena essa stessa, se ben imbottita. C’erano due versioni: una vuota – con salumi grassi, il mio ideale

30 Set 2015

editoriale 21

Matteo Massagrande, Albero di cachi, 2011   Per addentrarci nelle dinamiche e nel significato dell’economia, partiamo come sempre dal principio: quella oikìa da cui nasce come ambito domestico, familiare, privato. Dunque, la casa come sua dimora per definizione. Entriamo, allora, ma non in una casa qualunque: una di quelle vecchie case contadine che costellano le nostre campagne, in cui a lungo hanno convissuto tempo della natura e tempo del lavoro, legami economici e familiari, luoghi di